A Taormina denervazione renale per l’ipertensione resistente

di Nuccio Sciacca. Terzo pilastro del trattamento dopo stile di vita e farmaci

Il trattamento di denervazione renale viene applicato nei pazienti con ipertensione resistente. Si tratta di una procedura minimamente invasiva, sicura, efficace e ben tollerata, eseguita sui nervi vicini ai reni che possono diventare iperattivi e causare, appunto, l’ipertensione. Si stima che, in tutto il mondo, circa 1,28 miliardi di adulti – di età compresa tra i 30 e i 79 anni – ne siano affetti. C’è inoltre una condizione clinica definita “ipertensione difficile da trattare”. Si presenta quando i farmaci antipertensivi provocano effetti collaterali, oppure quando i pazienti non assumono i farmaci in modo continuativo: un problema che sta assumendo dimensioni significative.

Circa il 50% dei pazienti trattati per malattie croniche (ipertensione arteriosa, diabete mellito, ipercolesterolemia ecc.) infatti non assume i farmaci in modo continuativo, rendendo inefficace la terapia. In questi casi, un approccio non farmacologico può essere l’unica alternativa che possa garantire un successo terapeutico. Non a caso, il recente aggiornamento delle linee guida della Società europea dell’Ipertensione (Esh) sostiene l’uso della denervazione renale come terzo pilastro terapeutico nell’ambito del percorso di cura dell’ipertensione, insieme alle modifiche dello stile di vita e ai farmaci antipertensivi.

Per effettuare la procedura il medico pratica una piccola incisione, di solito all’altezza dell’inguine, e inserisce un catetere molto sottile nell’arteria che porta al rene. La procedura, che viene effettuata in sedazione profonda e dura all’incirca un’ora, prevede l’impiego di un dispositivo medico che fornisce energia a radiofrequenza a bassa intensità per calmare l’eccessiva attività dei nervi. Alla fine dell’intervento il catetere viene rimosso senza lasciare alcun dispositivo impiantato.

Il reparto di Emodinamica dell’ospedale di Taormina ha recentemente effettuato con successo questo tipo di interventi di denervazione renale, confermando come una sia soluzione efficace per i pazienti selezionati, contribuendo a un migliore controllo della pressione arteriosa e, di conseguenza, a una riduzione del rischio cardiovascolare a lungo termine. Giuseppe Cinnirella, responsabile della Emodinamica di Taormina e la sua equipe composta dai medici Paolo D’Arrigo, Gessica Motta, Gianfranco Capilli e Graziano Trovato (tutti nella foto), hanno la collaborazione del primario di Anestesia e rianimazione, Giacomo Filoni.