CATANIA – Condannato a tre anni e sei mesi di reclusione per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, un tassista abusivo di 71 anni, è stato prelevato “mentre era ricoverato nel reparto di Neurologia dell’ospedale Garibaldi di Catania e condotto in carcere nonostante la diagnosi di trombosi cerebrale con infarto cerebrale”. A raccontarlo è il suo legale, l’avvocato Giuseppe Lipera, in un’integrazione all’istanza urgente di sospensione dell’ordine di esecuzione.
Il penalista sostiene che il provvedimento “è stato eseguito in assenza di qualsivoglia valutazione di una sua compatibilità con il regime carcerario, nonostante il 22 febbraio 2025 il magistrato di sorveglianza avesse sollecitato un parere in tal senso”. Il 71enne è stato condannato definitivamente il 5 maggio del 2023 in Cassazione. Lipera sostiene che il suo assistito non faceva parte dell’associazione, ma era un tassista abusivo che accompagnava i migranti da una parte all’altra di Catania. L’avvocato aveva avanzato richiesta di revisione del processo, ma la Corte d’appello di Messina l’ha dichiarata inammissibile il 20 gennaio scorso. Contro quest’ultimo provvedimento il legale ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo di trasferire gli atti alla Corte d’appello di Reggio Calabria.