Mal di testa: i più giovani non devono sottovalutarlo

di Nuccio Sciacca. A Messina neurologi del Policlinico nelle scuole per fare prevenzione

Le cefalee primarie, quelle cioè che non dipendono da altre cause, rientrano tra i disturbi neurologici più diffusi in assoluto. Oltre a essere condizioni molto frequenti, poi, le cefalee si caratterizzano per essere condizioni altamente invalidanti, responsabili di circa il 5,5% della disabilità totale (circa l’8% tra i giovani adulti). Nell’ottica di un miglioramento della salute globale, quindi, diventa fondamentale la gestione clinica di questi disturbi.

La cefalea però, come detto, può anche essere un sintomo e costituisce una delle principali cause di disabilità in età infantile e adolescenziale. Circa il 60% dei bambini e degli adolescenti, almeno una volta, ha lamentato cefalea. Nel 20% dei casi la causa è ascrivibile all’emicrania, che è la prima causa di disabilità per le donne tra i 15 ed i 49 anni. L’emicrania è molto più di un semplice mal di testa, è una patologia seria e invalidante che, come tale, deve essere riconosciuta e affrontata.

Al Policlinico di Messina Massimo Autunno e Ludovica Ferraù (nella foto) si occupano della diagnosi e del trattamento dei pazienti affetti da cefalea ed emicrania, e hanno elaborato un Pdta, un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale dedicato a chi è affetto da questa patologia, fornendo informazioni e consigli sulla gestione dell’emicrania. ‘‘Incontrare i ragazzi e le ragazze nelle scuole superiori per parlare di emicrania ha un valore importante in termini di prevenzione – spiega Ferraù . Si tratta di un’occasione di condivisione che, partendo dal dialogo, consente di focalizzare l’attenzione su un fenomeno, quello dell’emicrania, in cui entrano in gioco aspetti di tipo biologico, strettamente connessi ad aspetti di tipo psicoemotivo e sociale, che non vanno sottovalutati. Individuare i soggetti affetti già in età adolescenziale è un vantaggio in termini di prevenzione e di trattamento”. “’L’obiettivo – aggiunge Autunno, che è anche responsabile del Centro specialistico del Policlinico – è quello di fornire un inquadramento diagnostico adeguato, che tenga conto anche delle particolarità di questi giovani pazienti, evitando le più comuni complicanze come la cronicizzazione e l’uso eccessivo di farmaci sintomatici”.

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